Festival Internazionale di Teatro Foro

P103 Festival Internazionale di Teatro Foro

Dal 21 ottobre al 1 di novembre l’Austria ha ospitato il suo primo Festival Internazionale di Teatro Foro. L’ evento, dedicato alla memoria di Augusto Boal (creatore del Teatro del Oprimido -metodo del cuale il Foro è la tecnica più conosciuta- e scomparso lo scorso maggio), ha riunito più di 200 attori ed attivisti provenienti da 25 paesi dei sei continenti.

Nei numerosi laboratori, performance e dibattiti che si sono susseguiti in diverse città del Paese –tra le altre a Graz, dove siamo stati noi- si è parlato di oppressione, prevenzione dalla violenza, risoluzione dei conflitti e mediazione.

Dall’Italia fino a Singapore, passando per l’Iran, la Serbia, la Turchia o l’India, variano notevolmente sia gli oppressori sia le conseguenze delle opressioni. Le tensioni razziali a Singapore (dove la popolazione è composta da culture così diverse come la malay, la cinese o l’indiana), che protagonizzano “Trick or Threat” del gruppo Drama Box Singapore o il conflitto turco-armeno di “In the Dead-end of the Open Sea” degli armeni Theatre for Changes sono oppressioni ben diverse rispetto a quelle che possono vivere un austriaco, un italiano o uno spagnolo.

Ciò nonostante, una sola è la volontà dei gruppi di Teatro dell’Oppresso in tutti questi paesi. Collettivizzare il problema, rompere l’oppressione e restaurare il dialogo. Come? Passando da essere spettatori ad essere spettattori, entrando in scena e provando, nello spazio protetto del teatro, i cambi possibili e necessari da apportare alla realtà.

  1. Condivido appieno il commento di Elena e aggiungo che c’è stato anche un bel dibattitto sull’uso del TdO nelel imprese, cosa che per alcuni è disdicedvole, è un tradimento del TdO, per altrri una possibilità di finanzaire progetti “poveri”, per altri una possibilità, un compromesso…
    noi di Giolli coop sociale crediamo che si tratti di compromessi necessari talvolta, se gli obiettivi e le condizioni di lavoro sono accettabili… non ne facciamo una questione di DOVE, ma di PERCHè, A CHE SCOPO, CON CHE LIMITAZIONI…
    ma il dibattito resta aperto

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    • Elena
    • Novembre 9th, 2009

    @Roberto

    Grazie dell’aggiunta, è un tema molto importante, a ver qué pasa!

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